venerdì 12 giugno 2009

Glicine

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Arrampico il pennello e i miei pensieri,
tracciando in volute ineguali, tralci fogliati
e grappoli giocosi. Assorta in armonie di lilla
e in verdi luminosi, la mia serenità di oggi
volge l’intento al gusto d’afferrare il sole
per affondare alti viticci e raggi, in cuore.

Così facendo, una primavera estesa e colorata
sempre sorriderà ammiccando - alla parete.

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© Luciana

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La poesia va a capo

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Ricetrasmittenza, nido e nodo d’intenti,
vegetazione fitta ed energia pulsante
estetica, simbolica, simbiotica.

La poesia, va a capo:

ritrova il bando e il nesso sottolinea,
sottesa all’interiorità esteriorizzata
mira ed osserva, centra l’obiettivo.

La poesia, è il mio DNA.

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© Luciana
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mercoledì 10 giugno 2009

La (tua) vecchia caffettiera

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(immagine: "Caffettiera decomposta" - di Armand P.F. Arman - 2003)




Accomodata sulla mensola lassù,
una caffettiera che non fa più caffè.

L’osservo, la rigiro fra le mani.
La lucido e ripongo, spolverata.

A ricordarmi sempre, di te.

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© Luciana
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lunedì 8 giugno 2009

Abbandono estivo - (contro l'abbandono 2009)

Con l'approssimarsi dell'estate, nuovamente assisteremo al dramma di tanti piccoli animali abbandonati sulle strade...

Dieci anni fa - nel 1999 - avevo scritto di getto e con il cuore alcuni semplicissimi e forse un po' ingenui versi (da anni essi sono pubblicati qui e là per il web: sono stati spesso copiati e riprodotti senza aggiunta di firma - e talvolta anche spacciati per propri).

Mi sono ritornati alla memoria, qualche giorno fa, quando sono stata contattata via mail da un volontario 'amico degli animali' che ha pensato di creare un filmato e pubblicarlo su youtube - per combattere l'abbandono estivo.
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Anche se piuttosto datati, rileggendoli, rivivo ancora oggi la medesima emozione - e
desidero condividere con voi
che tenta di "urlare" in web il suo disappunto - insieme al desiderio che si possa un giorno sconfiggere la bruttissima piaga dell'irresponsabile e crudele abbandono di animali...

(nella fotografia: Gypsy - trovata abbandonata a lato strada appena nata, nel dicembre 1985 - e mia indimenticabile "compagna di vita" per ben 18 anni...)



M’hai insegnato ad attenderti, paziente,
quand’andavamo insieme per le spese.
Così aspettavo, seduto fuor dell’uscio:
fuori era scritto - lì non potevo entrare!

Abbiamo giocato più volte, a nascondino:
ma ti trovavo sempre… (ho naso fino!).
Ma…quando la pallina anche ieri mi hai tirato,
perché non l’hai ripresa... e te ne sei andato?

Che strano, il luogo dove m’hai lasciato:
la strada è dritta, non c’è il panettiere,
né c’è il lattaio, neppure il salumiere…
(E non capisco neanche: perché mai
ci siamo andati in auto, a far spese?)
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Ora, comprendo, sarai indaffarato...
o qualche impedimento t’ha bloccato...
Ma io sono stanco qui di rimanere,
il sole è caldo, ho sete, vorrei bere.
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Sono già stanco anche di abbaiare:
il sole picchia, mi par di morire…
In lungo e in largo, sulla strada ti ho cercato:
con ansia e affanno, tracce tue non ho trovato…
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Perché non torni ad abbracciarmi, Amico?
(Le coccole mi mancano, più ancora della pappa…)
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Bau... sai cosa ti dico? Io, come sempre,
me ne starò buono, qui… e …ti aspetto…
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© Luciana - agosto 1999
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domenica 31 maggio 2009

Permanenza

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Osservo da vicino, in meraviglia
il ricco tempo dei petali d’estate.
Ecco, mi dico: com’ è caduco e frale
l’infinitesimo effimero d’un fiore!

Amo, del tronco antico, il perdurare
intatto a testimone, il vigoroso ramo
a protezione ed ombra, la ruga scolpita
e la corteccia dura, di memorie ebbra…

Volgo lo sguardo al bosco, al lago,
ai colli, ai tronchi aviti, all’onda…
oh, quanto diverso il panorama appare,
seppure permanente …(e pare eguale…)
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© Luciana
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giovedì 14 maggio 2009

Mi siedo sui ricordi...

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Mi siedo sui ricordi:
accomodata, pigramente mi distendo
lasciando scivolare ed arretrare il tempo,
abbandonata alla carezza d’altre voci.

Riavvolgo i giorni, ne riascolto i suoni:
m’avvolge la temporanea integrità
di un’ovattata e protetta sensazione.
Svolgo quel tempo, lo ricerco ancora...

Sfatta svanisce in breve, quella mia panchina
ma rinfrancata nell’abbraccio amato,
pronta a camminar la vita e il giorno
nuovamente - io mi ritrovo eretta.

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© Luciana
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venerdì 8 maggio 2009

St.Paulia - (per te, mamma)

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(10 maggio - festa della mamma)



"Cosa ti piace?" - chiesi. "Non il sussiego della rosa
né la livrea sgargiante d’orchidea... Amo la viola.”

St. Paulia: portano il tuo stesso nome
i fiori preferiti. Un desiderio, in viola.

Petali d'amore, per te. E un tenero ciuffo
tra vellutate foglie, oggi siede al sole.

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© Luciana
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lunedì 27 aprile 2009

Miniera e seme

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Indissolubile contatto
fra anima e vita.

Ossigeno puro
ai passi del quotidiano.

Seme che feconda e plasma,
luce che abbraccia il mio pensiero
l'ilumina, l’avvolge, lo solleva.

La poesia, è miniera.

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© Luciana
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giovedì 23 aprile 2009

Abbraccio d'anima

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René Magritte - "L'art de la conversation"


Imprimo tracce
per un futuro tempo
che non termini con me
i suoi giorni, le sue ore
il suo percorso.

Ricamo lievi messaggi
contatti permanenti
per chi resta,
a chi mi cerca
a chi ritrova.

Presente ancora
per chi amo e ho amato,
sarò orma a riscoprirsi
vellutata ed ampia
d’affetti e di parole.

In un abbraccio d’anima
a chi crede, vivido d’intesa:
intimo legame ininterrotto,
presenza rinnovata
ed infinita.

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© Luciana
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sabato 18 aprile 2009

Scambi...d'emozioni

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Come convogli
su binari paralleli,
procediamo lungamente
diritti, tesi
a stazioni note
di viaggi programmati.

Non casualmente,
fra moti e soste
lungo la strada
incontriamo
scambi d'emozioni.

Incontri volontari o inattesi,
indirizzano e rivoluzionano
l'incredibile percorso
della vita.

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© Luciana
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giovedì 16 aprile 2009

Nuovo lungolago...

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Pare un nemico,
trattenuto e respinto
oltre una gabbia
di palancole di ferro,
cemento armato e acciaio.

S’allontana dalla vecchia riva, il lago:
rimodellato e costretto, si trasforma.

Avrà la nuova passeggiata, coi nuovi pontili:
sarà più ampia, moderna ed accogliente...

Ma il “mio” semplice lago
dei giochi e dei giorni di bimba,
oltre quelle fredde paratìe
sbiadisce nel ricordo...
e si fa sempre più lontano.

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© Luciana
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Nuovo lungolago di Como: vedi progetto paratìe

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martedì 14 aprile 2009

Ti porto con me...

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fotomontaggio - particolare tratto da: "Young Mother Sewing", 1900 - Mary Cassatt (USA, 1844–1926)



Nel silenzio di mille domande,
sei tuttora risposta al mio dire.

Tu cammini con me in ogni strada,
ogni giorno, tra i sentieri e la vita.

E sei con me, quando a braccia conserte
ed assorta, t’immagino vicina al mio Dio.

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© Luciana
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mercoledì 8 aprile 2009

Pasqua 2009 - (terremoto in Abruzzo)

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Rivive il tuo Getsemani Signore,
fra cuori affranti, tra scosse
immani - fisiche e morali.
Innanzi agli occhi,
immagini di lutti e distruzione:
calice amaro e specchio, alla Passione.

E tutta la nostra fragilità
umana e disperata
ha un eco attonito, oggi:
partecipando in pietas
s’arrovella, anima e cuore.

E la preghiera, allora
ti chiede, cerca, implora…
mio Signore…
dona ai superstiti il conforto
e la consolazione di certezza
nella tua Pasqua, di Resurrezione.

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© Luciana
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lunedì 6 aprile 2009

Indicazioni per contributi personali emergenza terremoto Abruzzo

Data l'emergenza, ecco le prime indicazioni utili diffuse stamane dalle istituzioni, per convogliare i primi aiuti personali:








SMS al numero 48580 per donare 1 euro,
o da telefono fisso, lo stesso numero, 2 euro

Per effettuare donazioni alla CRI - Croce Rossa Italiana:

- Conto Corrente Bancario C/C BANCARIO n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria - Via San Nicola da Tolentino 67 - Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 - 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice IBAN): IT66 - C010 0503 3820 0000 0218020 Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

- Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: "Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 - 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice IBAN: IT24 - X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale PRO TERREMOTO ABRUZZO

- Donazioni on line: è anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all'indirizzo www.cri.it/donazioni



La Caritas diocesana di Roma ha istituito un fondo di solidarietà promuovendo una colletta per aiutare la popolazione abruzzesee sottolinea che, in queste ore, la donazione economica è l'unico modo utile per esprimere solidarietà alle persone colpite. È possibile contribuire alla colletta di solidarietà tramite:

- numero di conto corrente postale 82881004 (IBAN: IT77K0760103200000082881004) intestato a Caritas diocesana di Roma, specificando nella causale «Terremoto Abruzzo»;
- Bonifico bancario - IBAN: IT13R0306905032000009188568 specificando nella causale "Terremoto Abruzzo".

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sabato 28 marzo 2009

...Io, ci provo

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Becchettando, pasteggio e razzolo tra le parole...
Di chicchi e chicche, è teso alla ricerca il gusto:
come chioccia intenta ed amorosa, che assidua
alterna selezione a ritmo pieno, nella cova.

Non so se fo’ buon brodo:
io...ci provo!

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© Luciana
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giovedì 26 marzo 2009

Compleanno

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...51 anni fa...(1958)


Torta di compleanno… (tanti auguri)
quante le fette in meno - e quante in più:
passano i giorni e mutano le cose, ma
pulsa invariato il ritmo nel mio cuore.

Come una giovenca svicola al suo giogo,
come un puledro calcia e rifiuta la sua stanga
vado porgendo al rigo la mia vera voce:
disinibita nel mio galoppo onirico sfrenato
- ed ecco - l’orma mia dell’anima -
coniata e impressa, in stampi di parole
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© Luciana
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venerdì 6 marzo 2009

...Donne!

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2 tele di GIOVANNI SEGANTINI(1858-1899): "L'albero della Vita" e "Dea d'Amore" - (collezione Musei Civici Milano - Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Belgioioso Bonaparte).


...Donne!

Ciascuna conduce
al patchwork della vita
un proprio quadratino:
ritagliato con cura
ha un destino intessuto
di gioie colorate
e dolori senza voce.

...Donne!

La fiaccola della vita
che corre, che scorre
e - in rivoli d'amore -
che passa di mano.

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© Luciana
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mercoledì 25 febbraio 2009

La cincia

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Tuì-tuìt:
sul ramo di pino dappresso
la cincia dà voce al suo canto.

Si tace.
Poi fischia sonoro il richiamo
al sole del freddo mattino.

Tuì-tuit:
il ramo si stende nel sole:
la cincia silenzio non vuole.

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© Luciana
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martedì 24 febbraio 2009

Stelle di vita

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Abbazia di Chiaravalle della Colomba - Bobbio (PC)
20 febbraio 2009 - (21° anniversario)

W.Shakespeare - Riccardo III - atto 1 scena 2:
"Guarda come il mio anello cinge il tuo dito:
così esso racchiude il mio cuore:
conservali entrambi, giacchè entrambi sono tuoi"




Ha i tuoi occhi, il sorriso che mi ama:
si disperde nell’iride indorata di barbagli
- mi fissi - e ne riluce di riflessi il cuore.

Stelle di vita a due, fusa nel tempo
di tanti giorni assidui, di complicità

e nelle sere, trascorse a raccontarci:
ancora insieme - e sempre - sino all’eternità.

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© Luciana
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venerdì 6 febbraio 2009

"Talithà kum"

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"LA QUIETE" E L'APPRODO



Giaci.
Il silenzio, stanotte s’affanna.
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All’ultima sponda, senza viatico
liberata” d’ogni gomena.
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È l’approdo (...o naufragio?)
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Ragnatele di disamine e fiele
fra confuse e protervie certezze,
sgomentano ed assillano l’anima.

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(...“Talithà kum”, Egli disse )

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© Luciana

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."Talithà kum" sono le parole pronunciate da Gesù in lingua aramaica e riportate nei Vangeli.
Vangelo di Matteo - "La figlia di Jairo" (Mt. 5: 35-43):
35 Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: "Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?". 36 Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: "Non temere, continua solo ad aver fede!". 37 E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 38 Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. 39 Entrato, disse loro: "Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme". 40 Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. 41 Presa la mano della bambina, le disse: "Talithà kum", che significa: "Fanciulla, io ti dico, alzati!". 42 Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare. Essi furono presi da grande stupore.
43 Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.